Problemi in adolescenza: l’importanza di conoscerli per gestirli. Il test Q-PAD

Il concetto di adolescenza ha impiegato molto tempo ad affermarsi e si connette alla modernizzazione avvenuta a partire dalla metà del diciottesimo secolo. In precedenza i bambini era avviati subito verso un mestiere, mentre si afferma progressivamente una specifica attenzione al periodo tra la fanciullezza e l’età adulta finché attorno al 1900 si inizia a parlare dell’adolescenza come specifica fase della vita umana, funzionale, attraverso i suoi cambiamenti, alla costruzione di una nuova immagine di sé e caratterizzato da mutamenti fisici, psicologici e sociali.

In tale periodo, per la vastità delle trasformazioni che lo contraddistinguono e la loro complessità, possono presentarsi numerosi sintomi e problematicità che rientrano nei disturbi d’ansia, nei disturbi dell’umore, il cui quadro clinico più rappresentativo è la depressione, nei comportamenti autolesivi o suicidari, nei disturbi del comportamento alimentare, nei comportamenti a rischio, come l’assunzione di sostanze psicoattive, nel disagio o nell’abbandono scolastico.

Anche gli strumenti psicologici per conoscere la psicopatologia in adolescenza si sono affinati nel tempo ed oggi esiste un panorama assai vasto per conoscere lo stato della persona, o approfondire un singolo ambito. Alcuni di questi strumenti sono molto estesi ed onerosi, richiedendo tempo e fatica, cui l’adolescente può non essere disponibile. Il Test Q-PAD (Sica, Chiri, Favilli, Marchetti, 2011) nasce per essere un agito aiuto per gli operatori, fruibile anche per i ragazzi per la sua brevità e con un linguaggio vicino alla loro sensibilità. Ugualmente presenta rigorose caratteristiche psicometriche, indaga i principali domini di interesse psicopatologico e permette una valutazione di carattere prognostico su rischi di disadattamento o psicosociali dell’individuo. Include inoltre una misura di benessere ed adattamento, al fine di cogliere anche una valutazione in positivo della persona.

Oltre alla scala di Autonomia e benessere, è presente una scala di Insoddisfazione corporea, molto importante per cogliere come viene percepito il proprio aspetto fisico, senza voler cogliere direttamente aspetti clinici, ma favorendo una riflessione nel clinico sulla volontà di diminuire il proprio peso o sulla possibilità che individui in sovrappeso possano presentare molta più insoddisfazione rispetto ai loro coetanei. La scala Ansia indaga manifestazioni soggettive di ansia, tensione e preoccupazione, esplorando , oltre all’ansia percepita, anche la fobia sociale, il disturbo ossessivo-compulsivo, i disturbi somatoformi. Gli item della scala Depressione puntano a cogliere manifestazione soggettive di tristezza e devono aprire alla ricerca di correlazioni con possibili segni di insoddisfazioni legati a rapporti interpersonali, situazioni scolastiche, familiari, dubbi sull’identità di genere, disturbi somatoformi, ritiro sociale, violenze subite. L’area Conflitti interpersonali indaga la presenza di comportamenti oppositivi, sospettosi e finalizzati a prendere le distanza dai rapporti sociali; la scala Problemi familiari fa riferimento a vissuti di incomprensione con la propria famiglia. Molto interessante nel contesto contemporaneo la scala Incertezza per il futuro in cui si indagano le preoccupazioni di non trovare un’area di studio e di lavoro e l’indecisione verso l’avvenire. L’area Rischio psicosociale indaga la presenza di precoci relazioni sessuali, utilizzo frequente di alcol, basso profitto scolastico. La scala Abuso di sostanze esplora le conseguenze relative al consumo di sostanze psicoattive, ponendo attenzione a formulare le questioni in modo da non suscitare eccessive resistenze nei ragazzi.

Il Q-PAD è quindi un utile strumento di screening che utilizzo nelle fasi iniziali o come monitoraggio dei trattamenti per cogliere aree deboli e punti di forza. Risulta molto utile per la pianificazione di interventi terapeutici e sociali. Ad una indagine generale di tipo clinico o personologico abbina infatti approfondimenti in aree specifiche, indispensabili per cogliere la complessità dell’esperienza dell’adolescente.

Per informazioni e contatti è possibile scrivermi o commentare l’articolo, rendendolo un’occasione affinché si rifletta insieme sulle problematiche che affrontano gli adolescenti e la loro gestione

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