Capacità cognitive e Invecchiamento: oltre i luoghi comuni

Tradizionalmente l’invecchiamento è considerato una fase di perdita, in cui le capacità acquisite durante l’età dello sviluppo e concretizzate nell’età adulta inesorabilmente si perdono e si deteriorano.

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Nella prospettiva della life span psychology psicologia del ciclo di vita i cambiamenti non sono più interpretati come una curva con una fase di crescita iniziale, nella fase infantile e adolescenziale, e una di declino, in quella successiva all’età adulta.

Si guarda quindi alle prestazioni cognitive con un’ottica molto differente da quella, tipica del senso comune, per cui, in modo semplicistico, invecchiando si perdono delle capacità.

L’invecchiamento non è più considerato come una fase di perdita, ma come un periodo di cambiamenti, alcuni dei quali positivi. A causa della forte variabilità interindividuale non è possibile definire con esattezza un riferimento per l’inizio di questa fase, tuttavia le prime modificazioni rilevanti avvengono intorno alle sesta decade di vita.

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Secondo le ricerche più recenti, alcune funzioni si riducono, mentre altre restano inalterate: ad esempio, recuperando la distinzione di Horn e Cattel (1966) tra intelligenza fluida e cristallizzata si osserva tale dinamica. L’intelligenza fluida rappresenta i processi di base del trattamento delle informazioni e della soluzione dei problemi e si esprime nelle prove che si richiedono velocità di organizzazione, agilità mentale, ragionamento induttivo, formazione di concetti, memoria associativa, ecc. L’intelligenza cristallizzata è, al contrario, collegata alle dimensioni socioambientali e culturali ed è influenzata da fattori educativi. Riguarda la cultura generale, la comprensione linguistica, il vocabolario, le relazioni sintattiche e semantiche, dipende dall’esercizio e dallo sviluppo dell’intelligenza fluida.

L’intelligenza fluida, in termini di velocità e capacità di gestione delle informazioni, tende a ridursi con l’età, ma, al tempo stesso, non ci sono effetti del tempo sull’intelligenza cristallizzata, le abilità stabilizzate, le nozioni già acquisite.

L’expertise cioè l’insieme delle capacità apprese con il tempo per risolvere i problemi  non declina con l’età e costituisce un vero punto di forza dell’anziano, sia negli anni del lavoro sia dopo la pensione.

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A proposito di intelligenza, conoscete la teoria delle intelligenze multiple?

All’interno di questa prospettiva è possibile ribaltare la visione tradizionale per cui invecchiando semplicemente si perdono delle capacità.  Si comprendere inoltre l’utilità di programma di rafforzamento delle abilità cognitive degli adulti e degli anziani, tanto più che partecipare ad occasioni sociali e relazionali rappresenta un’importanza motivazione a mettere alla prova le proprie capacità, conoscerle e rafforzare gli strumenti con cui affrontare la propria quotidianità.

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Un pensiero su “Capacità cognitive e Invecchiamento: oltre i luoghi comuni

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